CARLO TOSI

Tenente Colonnello Pilota

10/7/1894 - 20/8/1956

 

Medaglia d'Argento al Valor Militare

Pilota d'aeroplano durante una ricognizione lontana entro le linee nemiche, assalito da un apparecchio da caccia nonostante la superiorità dell'avversario, gli faceva risolutamente fronte per ben quattro volte, finché questo desisté dalla lotta. benché avesse l'apparecchio colpito in più parti, con calma e coraggio mirabile continuava la ricognizione iniziata. Con sprezzo della vita e grande ardire, in mezzo a violento fuoco di artiglieria e fucileria si portava più volte e volontariamente a mitragliare e fotografare le linnee avversarie a quota bassissima (da 400 a 600 metri) ed anche in condizioni atmosferiche avverse.

Cielo di Dornberg 12 maggio 1917

 

Medaglia d'Argento al Valor Militare

Pilota arditissimo, dotato odi magnifica tenacia ed ardire, in un importante volo sul nemico, colpito da una scheggia di granata che lo feriva in modo grave al braccio destro, persisteva nella ricognizione nonostante l'acutissimo dolore e la difficoltà della manovra permettendo all'osservatore di portare a termine una importante serie fotografica già iniziata. Impossibilitato quindi a servirsi del braccio destro, atterrava fuori campo con brillante manovra.

Cielo di Chiapovano 28 settembre 1917

 

Medaglia d'Argento al Valor Militare

Pilota d'aeroplano in trentatre voli di guerra diede magnifico esempio di calma nel compimento di ogni più pericolosa azione, scendendo spesso a quote bassissime sull'avversario per mitragliarne le masse. Fotografava, senza apparecchio di scorta, zone interne nemiche e volontariamente ripeteva bombardamenti su di esse. Attaccato da velivoli avversari, risolutamente faceva loro fronte, mostrando sempre e dovunque, singolari qualità di ardimento, impareggiabile entusiasmo, indomito valore.

Cielo Alto e Medio Isonzo maggio-settembre 1917

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Pilota da caccia forte ed audace, in numerosi voli di guerra, anche in condizioni sfavorevoli, portò le pattuglie da lui comandate all'adempimento di ogni più ardito compito affidatogli, mitragliando da bassa quota le truppe nemiche che più volte gli colpirono gravemente l'apparecchio. Il 15 giugno 1918 attaccò un pallone nemico e lo costrinse ad abbassarsi. Il 29 luglio successivo, in difesa di un nostro apparecchio da bombardamento, attaccò velivoli nemici da caccia ed uno ne abbatté costringendo gli altri alla fuga. Bell'esempio di forza, di fede e di coraggio.

Cielo del Piave - cielo di Pordenone giugno- luglio 1918

 

 

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